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Edifici storici
Mura di Altopascio
Un complesso monumentale perfettamente integrato con le abitazioni moderne
Mura di Altopascio
RM8F+4VH Altopascio LU, Italia

La storia di Altopascio e delle sue mura seguono di pari passo l’evoluzione edilizia e politica dell’Ospedale e l’incessante aumento dei pellegrini che giungevano sul territorio di Altopascio percorrendo la Via Francigena.

Le mura che abbracciano il borgo, fondato nella seconda metà dell'XI secolo, hanno attraversato i secoli subendo nel tempo diversi rimaneggiamenti, ampliandosi e modificandosi fino a integrarsi con le abitazioni e diventando un organismo unico con il paese stesso, che ne ingloba gran parte. Ne risulta ancora ben visibile un imponente tratto della sul lato nord del paese, dove si possono ancora osservare le originarie feritoie da balestra.

In origine la robusta cinta muraria, insieme all'Ospedale, alla Torre Campanaria e alla Chiesa di San Jacopo, aveva l'aspetto di una piccola fortezza. La prima fortificazione sarebbe stata edificata al momento della fondazione dell’Ospedale (Domus Hospitalis Sancti Iacobi de Altopassu), avvenuta lungo una via di grande transito. Successivamente per facilitare il flusso dei pellegrini furono aperte diverse porte: la Fiorentina o porta dell'osteria (oggi porta Vettori), la Pesciatina o porta del mulino (oggi Porta dei Mariani), Porta degli Ospedalieri, Porta della Torre Campanaria o del Campanile (poi abbattuta), porta del Padule e porta del Giardino. In più vennero predisposti ingressi difesi da altrettante torri, tutte inglobate negli edifici eccetto la Torre Campanaria, che in una pietra del muro esterno porta ancora oggi scolpito l’antico simbolo dei Cavalieri del Tau.

Una curiosità su Porta Mariani: era detta porta Pesciatina o porta del Mulino perché da essa si raggiungevano il mulino e la strada per Pescia. Il mulino era di proprietà dell'Ospedale, ed era alimentato da un sistema idrico che prelevava l'acqua dal laghetto di Sibolla, oggi Riserva Naturale del Lago di Sibolla, e dalla Pescia di Collodi.