Ponte di Fabbriche di Vallico
Photo ©gabry_pie
Idee per scoprire la natura e la storia del parco regionale
3 borghi delle Alpi Apuane da visitare

L'immagine del Parco regionale delle Alpi Apuane è fortemente legata agli impressionanti scenari  sul versante settentrionale, delle vette calcaree e delle cave di marmo, mentre nella parte meridionale, a causa della diversa storia geologica hanno forme più morbide, con valli strette e ricche d'acqua, folti di boschi e il sottosuolo ricco di minerali. Il parco, istituito nel 1985, si estende su 500 kmq. Gli ingressi sono accessibili liberamente, a Castelnuovo per la Garfagnana, a Pesaglia per la Valle del Serchio e a Seravezza per la Versilia.

In questo articolo vi consigliamo 3 borghi delle Alpi Apuane da visitare, per la loro storia e le tradizioni artigianali.

Gallicano

Dal castello di Gallicano i nobili di Corvaia e i Porcaresi governarono i territori del feudo, fino al XIII secolo; in seguito passò ai lucchesi.
Il paese fu particolarmente noto per la produzione di armi da fuoco e munizioni.
In agosto si celebrano i fasti di quei tempi per le vie del paese; a luglio, in occasione del giorno del santo patrono, Jacopo, si tengono gran giochi singoli, a coppia e a squadra.

Fabbriche di Vallico

Vallico è un paese fondato dai fabbri bergamaschi che nel XIV secolo che si stabilirono con le famiglie per lavorare i minerali apuani, della loro presenza rimangono alcune ferriere storiche. Ad Aiola e nei boschi di Gragliana si producono ancora utensili con il vecchio maglio settecentesco. Una cisterna posta a monte del laboratorio, alimenta la gore che produce l'acqua a precipizio sulle pale della ruota matrice. Moltissimi mulini lavorano ancora a pieno ritmo, muovendo le pale grazie alla corrente dell'acqua.

Pescaglia

Pescaglia si compone di tre borghi: Piazzanello, Poggio e Villabuona.
Al primo si arriva con una strada attraverso un fitto castagneto. Il centro ha belle case padronali, con giardini murati e una chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, costruita nel XII secolo, con l'aggiunta poi nel XVI secolo di un campanile ottocentesco, la Sala della Compagnia e la canonica.
Poggio, disteso sul crinale, conserva la cinta muraria e caratteristiche botteghe antiche.
La frazione di Monsagrati è conosciuta come il paese dove nacque e morì Santa Zita.