Una ragazza manifesta durante il pride
Photo ©Melinda Hall via CanvaPro
Eventi e luoghi che hanno fatto la storia del movimento LGBTQ+ italiano
4 luoghi per scoprire il movimento LGBTQ+ in Toscana
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La storia del movimento LGBTQ+ italiano ha trovato in Toscana terreno fertile per crescere, svilupparsi e lottare per i diritti delle persone. 

Tutto questo è stato reso possibile grazie al lavoro di attivisti, associazioni e circoli che, a partire dagli anni Settanta e sulla scia del fermento derivato dai Moti di Stonewall, hanno iniziato a essere visibili e a protestare.

In questo articolo ti daremo alcuni consigli per visitare dei luoghi che hanno fatto la storia del movimento LGBTQ+ italiano.

Pisa79: sulle orme del primo Pride

Partiamo da Pisa, città dove nel 1979 venne organizzata la prima marcia contro la violenza sugli omosessuali, passata alla storia come Pisa79 per conoscere alcuni eventi e luoghi chiave del movimento. 

La manifestazione venne organizzata il 24 novembre 1979 dal Collettivo Omosessuale Orfeo che aveva sede in Vicolo del Tinti 30 come reazione all'omicidio di un uomo gay avvenuto a Livorno. Il circolo Orfeo era stato aperto pochi mesi prima, nella primavera del ‘79, seguendo l’onda dei collettivi gay che da Roma a Torino nascevano in tutta Italia e aveva l’obiettivo di “consentire una libertà di espressione e affermare il diritto a vivere la propria sessualità alla luce del sole”

La manifestazione, che partì dalla bellissima Piazza dei Cavalieri, è considerata il primo Pride italiano in quanto prima manifestazione LGBT in Italia autorizzata dalla questura e patrocinata dal Comune di Pisa.

Secondo le stime i partecipanti quel giorno furono dai 200 ai 300 ai quali si unirono curiosi e alleati come i collettivi femministi. Il corteo attraversò il centro storico di Pisa e terminò con un girotondo fatto da tutti i partecipanti intorno la Torre Pendente. Una curiosità: la zona dove sorge la torre era negli anni Sessanta e Settanta uno dei preferiti luoghi di incontro per ragazzi, insieme al Giardino Scotto e Piazza Guerrazzi.

Nel 2019, a quarant’anni da quel primo Pride, proprio Pisa ha ospitato il Toscana Pride durante il quale hanno manifestato oltre ventimila persone in giro per la città.

Torre del Lago: fra attivismo e movida

Torre del Lago, frazione di Viareggio, è dagli anni Settanta una delle mete più frequentate dalla comunità LGBTQ+ e molto si deve anche al lavoro del consorzio Friendly Versilia. Il consorzio negli anni ha riunito commercianti e associazioni con lo scopo di valorizzare il territorio e proporlo come destinazione friendly della Toscana. 

Torre del Lago è anche il nostro punto di arrivo dell’itinerario alla scoperta della Versilia LGBTQ+ che ti consigliamo di seguire per scoprire qualche curiosità in più su questa zona. La conclusione perfetta di una giornata è sicuramente un aperitivo in uno dei tanti bar di Viale Europa, che in estate richiamano tantissimi ragazzi e ragazze da tutta Italia.

Pistoia: Il primo monumento LGBTQ+ in Toscana

Pistoia è una città incantevole e ti consigliamo di prenderti del tempo per visitare questa città d’arte dell’Appennino ma anche di fare uno stop per visitare un monumento molto importante. Infatti qui è possibile visitare il primo monumento in Toscana in memoria delle vittime omosessuali dello sterminio nazista. Il monumento si trova nel parterre di piazza San Francesco ed è stato inaugurato nel 2015 con la collaborazione anche dell’associazione Arcigay Pistoia La Fenice, una delle associazioni più attive della Regione.

Firenze: conquiste e visibilità

Concludiamo con Firenze: il luogo perfetto per scoprire la storia della comunità LGBTQ+ del passato. Qui puoi visitare la Galleria degli Uffizi per conoscere opere d’arte e miti legati alla comunità oppure seguire il nostro itinerario alla scoperta della Firenze arcobaleno del passato

Ma qui ci sono tanti luoghi, oltre alle sedi delle associazioni, che in un passato più recente hanno avuto un ruolo chiave per i diritti e la visibilità delle persone LGBTQ+.

Ad esempio il parco delle Cascine negli anni Sessanta era molto frequentato da persone trans e divenne presto anche oggetto di retate della polizia. Una delle vittime di quelle incursioni fu Romina Cecconi che, non senza difficoltà, divenne la prima donna trans italiana a ottenere il cambio anagrafico di sesso e contribuì con la sua storia ad aprire la strada alla legge 164 che permette l’adeguamento anagrafico sui documenti.

Altro luogo molto importante per la città oggi è l’Associazione Ireos, che ogni anno organizza il Florence Queer Festival. Dal 2003 il FQF è fra i più importanti eventi di cinema internazionale a tematica LGBTQ+ in Italia e, grazie anche a mostre ed eventi, rientra fra le occasioni migliori per conoscere la comunità toscana e internazionale.