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Alla scoperta di Torre del Lago dove visse il grande compositore
Giacomo Puccini e la Versilia: una grande storia d'amore
Ilaria Giannini
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Giacomo Puccini era nato a Lucca non amava molto la vita di città, per questo nel 1891 si trasferì in Versilia e scelse per il suo buen retiro il borgo che poi avrebbe preso il suo nome: Torre del Lago. Il paese adagiato sulle sponde del Lago di Massaciuccoli era l’ideale per Puccini, che amava andare a caccia nella zona paludosa, ammirare gli straordinari tramonti, vedere le Apuane che si riflettevano nello grande specchio d’acqua.

Dal suo lago il Maestro non se ne andò più e proprio qui è stato costruito in suo onore il Gran Teatro all’aperto Giacomo Puccini, costruito proprio sull’acqua, dove ogni estate vengono rappresentate le sue opere durante il Festival Pucciniano.

Per la sua abitazione sul Lago, Puccini scelse proprio la Torre che dava il nome al borgo e la ristrutturò, costruendo una villa dall’impronta tipicamente liberty che fu ultimata nel 1893. Oggi si può entrare nelle stanze della casa-museo Puccini, dove il maestro componeva e riceveva i suoi amici, ammirare il pianoforte, le tante fotografie e lettere raccolte, inviate da personalità come Toscanini, Caruso e persino Edison, tutti grandi ammiratori del compositore lucchese.

Visitando Torre del Lago possiamo immaginarlo mentre passeggia nel parco affacciato sul Lago, quello della splendida Villa Orlandi – dimora di un suo caro amico – sognando di incontrare le sue eroine, dando vita nella sua mente a quei personaggi che tanto abbiamo amato, dalla Tosca alla Butterfly, tutte composte qui, ascoltando la pace e aspirando la bellezza di questi luoghi fuori dal tempo.

Il Maestro, inoltre, si appassionò alla cucina della cacciagione. Dopo le battute di caccia, si ritrovava con gli amici per arrostire fagiani e anatre. Tra le sue ricette preferite c'era quella delle "folaghe alla Puccini", degli uccelli acquatici diffusi nelle zone lacustri della Versilia. Attualmente la caccia alla fologa è vietata, ma ancora oggi rimangono degli scritti firmati dal celebre compositore che riportano ingredienti e procedimento del piatto.