Il Mulino delle Pile a Chiusdino
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Viaggio tra macine e tradizione
La via dei mulini in Toscana
Marta Mancini
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Il loro nome deriva dal termine mola, la ruota in pietra impiegata nelle macine; possono essere alimentati ad acqua, a vento o dalla spinta di un animale; lavorano la farina, i cereali e il malto; sono il simbolo dell'Olanda e vengono “combattuti” dal valoroso Don Chisciotte.
Di cosa stiamo parlando? Dei mulini, ovviamente. Queste antiche e affascinanti strutture hanno origine persiana e vengono trapiantati in Europa a partire dal XII secolo. Col passare del tempo, i mulini diventano parte integrante del territorio, fondendosi completamente con questo.

In Toscana esistono decine di vecchi mulini, alcuni dismessi e “dimenticati”, altri invece riadattati a nuove esigenze e attività. 

Ne è un esempio concreto il Mulino Candalla a Camaiore, dove il rudere in pietra delle macine è stato recuperato e convertito in una tipica osteria toscana. Nel cuore della natura più incontaminata e limpida, il mulino spicca sulle sponde del rio Lombricese: unica traccia della presenza umana nel bel mezzo di un paradiso bucolico.

Celato dalla ricca e folta vegetazione, non lontano da Firenze si trova un'ulteriore testimonianza storica con il Mulinaccio di Scandicci. Quasi completamente dimenticato e ignorato dai turisti, la struttura risale circa al 1600 e rappresenta un notevole esempio di mulino idraulico.

Un altro celebre complesso è il Mulino delle Pile, a Chiusdino. Meglio conosciuto per esser diventato il logo storico dei prodotti della Mulino Bianco. Adesso è un agriturismo e costituisce una meta ideale per gli amanti del sport: a cavallo, in bici o a piedi è possibile percorrere strade poco trafficate che si affacciano sul fiume Merse.

Il Mulino a Vento di Pontassieve, invece, è stato impiegato come fattoria biologica, agriturismo e Bed & Breakfast: un modo per conciliare un panorama magnifico con il mangiar bene e sano.

Il Mulino di Orbetello si trova in mezzo al mare, come se fuoriuscisse e galleggiasse sulle limpide acque toscane. Costruito attorno al 1600, inizialmente aveva la funzione difensiva e di “vedetta”; dopodichè inizia a macinare frumento e grano, sfruttando l'energia prodotta dalle correnti.