4 giorni sulle tracce delle robbiane in Valtiberina
Un viaggio nei borghi della Valtiberina toscana, custodi di terrecotte invetriate
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91 km
Durata
4 giorni
Difficoltà
Facile

La tecnica della terracotta invetriata venne messa a punto verso il 1440 da Luca della Robbia. A partire da Luca, i della Robbia si specializzarono in questa tecnica tanto che i prodotti preparati con questa tecnica, vengono spesso chiamati robbiane. In Valtiberina toscana troviamo molti esempi e in 4 giorni vi porteremo alla scoperta delle terrecotte, custodite in chiese e musei del territorio.


Primo giorno
Da Sansepolcro a Monterchi
 

Il nostro viaggio parte da Sansepolcro e nello specifico dal Museo Civico di Piero della Francesca. Al suo interno oltre alla magnifica collezione del museo, troviamo due raffinati esempi di terrecotte della famiglia dei della Robbia: la pala d'altare di Andrea della Robbia (Natività con l’Annuncio ai pastori) e nella lunetta Annunciazione (1480 ca) proveniente dal monastero di Santa Chiara e sempre di Andrea della Robbia un tondo Madonna col Bambino e due cherubini (1503 ca).

A circa 100 m dal Museo Civico incontriamo la seconda tappa del nostro cammino: la Cattedrale di San Giovanni Evangelista, duomo della città e tappa imprescindibile per una visita a Sansepolcro. Nella controfacciata sono presenti due statue in terracotta invetriata rappresentanti San Benedetto e San Romualdo attribuite ad Andrea della Robbia. Nella navata di sinistra spicca un piccolo tabernacolo in terracotta invetriata (1495 ca) di Andrea della Robbia. 

Da Sansepolcro ci spostiamo a circa 15 km in auto e precisamente a Monterchi, famoso per essere custode della Madonna di Piero della Francesca (collocata nell'omonimo museo) ma nell tappa del nostro itinerario per la presenza di due opere robbiane nel territorio.

La prima opera nel centro storico, nella Pieve di San Simeone: sopra all'altare è stata ricollocata la delicata Madonna con Bambino, terracotta policroma attribuita a Benedetto Buglioni (1520 ca)

L'altra opera di trova nella frazione di Pocaia, a circa 3 km in auto da Monterchi. La chiesa della Madonna Bella, piccolo santuario mariano della Val Cerfone, custodisce l'antica e venerata statua di scuola robbiana attribuita a Benedetto Buglioni.

Secondo giorno
Da Anghiari a Caprese Michelangelo
 

Per il secondo giorno ci spostiamo ad Anghiari, borgo medievale ricco di storia e teatro della famosa e decisiva Battaglia di Anghiari tra milanesi e fiorentini. 

Nel centro storico, in piazza Mameli, c'è la nostra prima tappa: Il Museo di Palazzo Taglieschi. La sua collezione conta ben 3 terrecotte invetriate: nell'atrio la grande terracotta con Gesù e la samaritana (XVI sec) attribuita a Benedetto e Santi Buglioni. Al primo piano nobile troviamo la Natività di Andrea della Robbia, proveniente dall'Abbazia di san Bartolomeo, mentre i tondi del salone appartengono alla Bottega dei Buglioni.

A circa 20 m da Piazza Mameli si trova la chiesa di sant'Agostino nel cui coro troviamo l' Adorazione dei Pastori, notevole opera in terracotta policroma attribuita a Santi Buglioni (XVI sec.)

A circa 150 m si trova la chiesa di S. Maria delle Grazie (chiamata anche Propositura): qui troviamo una splendida Madonna della Misericordia (fine XV) della bottega di Andrea della Robbia.

Come seconda e ultima tappa della giornata ci spostiamo a Caprese Michelangelo, a circa 17 km da Anghiari. Caprese Michelangelo è famoso per aver dato i natali a Michelangelo Buonarroti e oggi è visitabile la Casa Natale di Michelangelo Buonarroti (mettere link) e il castello del podestà. Per quanto riguardo le robbiane il territorio di Caprese ne custodisce una presso la Pieve dei Santi Ippolito e  Cassiano, a circa 150 m dalla Casa Natale di Michelangelo Buonarroti: è una terracotta policroma invetriata di Santi Buglioni Maria Vergine, incoronata da due angeli, con Gesù Bambini tra due Santi (XVI sec.)

Terzo giorno
Da Pieve Santo Stefano a Badia Tedalda
 

A circa 10 km da Caprese Michelangelo, troviamo Pieve Santo Stefano, altro comune della Valtiberina toscana che custodisce terrecotte invetriate.

Nella Sala consiliare del Palazzo comunale troviamo la bellissima La Samaritana al Pozzo (1511) , pregevole opera di Girolamo della Robbia, un tempo posta sulla facciata di Palazzo Pretorio.

A circa 300 m da Palazzo Pretorio, anche la Collegiata di Santo Stefano ospita al suo interno una terracotta della bottega di Andrea della Robbia, una pala posta nella navata di sinistra che raffigura l'Assunzione di Maria tra Santi e nella lunetta l'Annunciazione. Poi troviamo una terracotta policroma di Raffaello da Montelupo, e un San Sebastiano alla colonna che potrebbe essere attribuita sia a Giovanni della Robbia sia a Santi Buglioni.

Nella località di Valsavignone, a circa 8 km a nord da Pieve Santo Stefano, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, sull'altare si trova una pala raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi e Clemente Papa attribuita alla bottega di Andrea della Robbia.

Da Pieve Santo Stefano riprendiamo l'auto e dopo aver percorso all'incirca 20 km arriviamo a Badia Tedalda, penultima tappa del nostro percorso.

Dal punto di vista delle terrecotte invetriate, possiamo dire che Badia Tedalda ne sia la custode privilegiata, in quanto nel suo territorio nei troviamo ben 6: nella chiesa di San Michele Arcangelo (4 opere), centro storico; una nella chiesa di Santi Pietro e Paolo ( a circa 11 km da Badia Tedalda) e una nella chiesa di San Tommaso a Montebotolino. Nello splendido e antico borgo di Montebotolino a circa 10 km da Badia Tedalda, nella chiesa di San Tommaso, è collocata la pregevole pala d'altare  Incredulità di San Tommaso eseguita da Santi Buglioni.

Quarto giorno
Sestino
 

L'ultimo giorno del nostro percorso si apre e si chiude a Sestino, a circa 19 km da Badia Tedalda.  

Circondato da natura e storia, il territorio di Sestino presenta chiare tracce della presenza dei Romani e, per quanto ci riguarda, anche di terrecotte invetriate. 

A Colcellalto, 10 km da Sestino, nella chiesa di San Martino, troviamo una terracotta invetriata di Santi Buglioni Trinità tra i Santi Sebastiano e Antonio Abate.