Photo ©Federico Debetto
In bici sulle Vie di Dante in Toscana
Un viaggio in bici da Firenze a Marradi in direzione Ravenna sulle tracce del Sommo Poeta, passando per San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo
directions_bike
71,2 km
Difficoltà
Facile

Tra il 1303 e il 1306, negli anni immediatamente successivi alla condanna di esilio subita da Dante Alighieri e gli altri guelfi bianchi fiorentini, in diverse zone del Mugello si tennero battaglie che videro contrapporsi da una parte i guelfi bianchi, sostenuti dalla potente famiglia degli Ubaldini e altri alleati ghibellini, e dall’altra parte la Repubblica fiorentina, guidata dai guelfi neri osteggiati dal Sommo Poeta.

Questo itinerario, di circa 71 km, parte da Firenze e si immerge nel verde dell’Appennino Tosco-Emiliano fino a Marradi, attraversando proprio quelle zone che all’inizio del 1300 furono teatro di vicende strettamente legate alla sorte di Dante, tra antichi palazzi e castelli, pievi romaniche, strade ricche di storia e panorami mozzafiato.
Il percorso fa parte di un itinerario più ampio di circa 220 km che si snoda tra la Toscana e l’Emilia Romagna, tra il capoluogo toscano, città d’arte per eccellenza che a Dante Alighieri diede i natali, e Ravenna, dove il poeta passò gli ultimi anni della sua vita in esilio e dove sono custodite le sue spoglie.

Il tratto toscano, suddivisibile idealmente in tre tappe, si sviluppa soprattutto su strade asfaltate mediamente trafficate ed è quindi per la maggior parte consigliato a ciclisti amatori esperti e con una buona preparazione fisica
La breve tappa centrale tra San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo, invece, include un tratto su ciclabile dedicata e protetta adatto anche a famiglie con bambini e ciclisti meno esperti, che parte dalla frazione di Larciano e si svolge in buona parte lungo il fiume Sieve.


A Firenze, Borgo San Lorenzo e Marradi, l’itinerario interseca il tragitto del rinomato Treno di Dante, dando a tutti la possibilità di creare il proprio itinerario dantesco su misura, alternando tratti in treno e tratti da percorrere sui pedali. Sia sul convoglio storico, sia sui treni regionali che partono con frequenza regolare dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella, infatti, è possibile trasportare le proprie biciclette.

E non è finita qui, l’itinerario può essere scoperto anche virtualmente su Google Street View grazie alla mappatura con immagini a 360° realizzate con Google Trekker. Inoltre, è possibile seguire il percorso sulla app Google Maps sul proprio smartphone, pedalata dopo pedalata.
Scopri tutti i dettagli nelle tappe dell’itinerario qui sotto!

Prima tappa
Da Firenze a San Piero a Sieve
La Pieve di San Pietro a San Piero a Sieve
La Pieve di San Pietro a San Piero a Sieve - Credit: Federico Debetto

Lunghezza: 29 km
Dislivello in salita: 507 m
Dislivello in discesa: 353 m
Difficoltà: impegnativa
Per chi: cicloamatori esperti

Il nostro viaggio parte da Firenze, città natale di Dante, dove si possono visitare tanti luoghi legati alla vita del Sommo Poeta. Il Battistero di San Giovanni, capolavoro del romanico fiorentino, fu il luogo in cui Dante venne battezzato nel marzo del 1266 e al quale pensa immaginando il suo ritorno dall'aldilà. Palazzo Vecchio, dall’inizio del 1300 cuore politico della città e tuttora sede dell’amministrazione comunale, conserva la maschera funebre di Dante. Passando per le strade del centro storico note anche come “Quartiere dantesco”, invece, non potrete non fermarvi a visitare la Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi, dove fu sepolta Beatrice Portinari, musa ispiratrice della Divina Commedia.

Questo itinerario prende il via dall'imponente Monumento a Dante Alighieri che domina Piazza Santa Croce, ai piedi dell’omonima Basilica.
Dopo aver attraversato il centro storico verso ovest, ci lasciamo alle spalle Firenze lungo la via Bolognese, salendo un leggero dislivello di poco più di 300 mt fino al Parco di Pratolino, oggi patrimonio UNESCO. Da qui, la strada si stabilizza e prosegue per lo più in piano o in leggera discesa, fino ad arrivare a San Piero a Sieve, il primo dei borghi del Mugello di questo itinerario.

Il paese si è sviluppato intorno all’antico ponte sulla Via Bolognese e alla pieve di San Pietro; consacrata nel 1018, la chiesa ospita pregevoli opere d'arte, mentre nella piazzetta antistante si trova la statua del santo, patrono del paese.
Ai tempi di Dante, pochi chilometri più a nord di San Piero era situato il Castello di Montaccianico, una delle ultime roccaforti degli Ubaldini a cadere durante la guerra che seguì la condanna d’esilio dei guelfi bianchi fiorentini. Subito dopo la distruzione del Castello, la Repubblica Fiorentina fondò nella stessa zona la “terra nuova” di Castel San Barnaba, il borgo noto oggi come Scarperia.
San Piero a Sieve visse il suo momento più alto nei secoli successivi con i Medici, originari di questi luoghi, che qui edificarono Villa Adami, Villa Schifanoia e, in posizione dominante, il Castello del Trebbio. Quest’ultimo, costruito da Michelozzo Michelozzi su commissione di Cosimo de' Medici, ha ospitato Lorenzo il Magnifico, Giovanni dalle Bande Nere, Cosimo I e fa parte oggi del sito seriale UNESCO “Ville e giardini medicei in Toscana”.

Consulta il percorso della prima tappa su Google Maps.

Clicca sui link qui sotto e scopri la tappa 1 a 360° su Google Street View:

Seconda Tappa
Da San Piero a Sieve a Borgo San Lorenzo
In bici lungo la pista ecoturistica
In bici lungo la pista ecoturistica "Sieve Borgo San Lorenzo" - Credit: Federico Debetto

Lunghezza: 8 km
Dislivello in salita: 61 m
Dislivello in discesa: 73 m
Difficoltà: facile
Per chi: cicloamatori esperti, famiglie e cicloamatori in generale

Rimontiamo in sella alla nostra bici per percorrere questo tratto di circa 8 km tra San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo. Nei primi chilometri della tappa si pedala lungo la Strada Provinciale 97, per poi imboccare la “Pista Ecoturistica Sieve Borgo San Lorenzo” all’altezza della frazione di Larciano.
La ciclopedonale, parallela al fiume Sieve, ci conduce fino al centro storico di Borgo San Lorenzo, da secoli importante crocevia lungo la Via Faentina e oggi nota Città della Ceramica.

Negli anni del Sommo Poeta il paese di Borgo era conteso tra guelfi e ghibellini e fu anch’esso teatro degli scontri tra le fazioni dei guelfi bianchi e dei guelfi neri già subito dopo il famoso convegno del giugno 1302 a San Godenzo, a cui prese parte Dante. Nel 1303 fu invaso dagli oppositori della Repubblica Fiorentina durante la spedizione verso il castello di Pulicciano, su cui ci torneremo nella prossima tappa.

A qualche decennio più tardi risalgono la Porta Fiorentina e quella dell’Orologio, facenti parte del sistema difensivo costruito nel 1351 attorno al paese, ancora oggi tra i simboli di Borgo.
Da non perdere durante la visita sono anche la Pieve di San Lorenzo e il Chini Museo. La prima è caratterizzata da un inconfondibile campanile a forma di esagono irregolare e custodisce al suo interno diverse opere degne di nota, tra le quali una Madonna col bambino attribuita al giovane Giotto. Il Chini Museo, ospitato negli ambienti della Villa Pecori Giraldi, racconta la storia della produzione artistica della manifattura Chini, tra oggetti di arredo in ceramica, grès e vetro, in grande voga nel periodo di sviluppo dello stile Liberty in Italia e non solo.

Consulta il percorso della seconda tappa su Google Maps.

La seconda tappa a 360° su Google Street View:

Terza tappa
Da Borgo San Lorenzo a Marradi
Marradi dall'alto
Marradi dall'alto - Credit: Federico Debetto

Lunghezza: 35 km
Dislivello in salita: 783 m
Dislivello in discesa: 649 m
Difficoltà: impegnativa
Per chi: cicloamatori esperti

Dopo Borgo San Lorenzo proseguiamo lungo la Via Faentina. La prima parte della tappa si snoda in salita per circa 17 km fino a raggiungere il Passo della Colla di Casaglia, il punto più alto di questo itinerario, mentre la seconda parte è caratterizzata da una lunga discesa che conduce fino a Marradi.

A circa 7 km da Borgo San Lorenzo ci troveremo ad attraversare la località Pulicciano, dove ai tempi di Dante si trovava il già citato Castello di Pulicciano. Qui, nel marzo del 1303, si tenne una feroce battaglia tra l’esercito composto da guelfi bianchi fiorentini e ghibellini e l’esercito dei guelfi neri della Repubblica Fiorentina. L’esercito degli esiliati fiorentini era guidato dal ghibellino forlivese Scarpetta degli Ordelaffi, che più volte ospitò Dante a Forlì nei primi anni del suo esilio, mentre l’esercito della Repubblica era guidato dal Podestà Fulcieri da Calboli, descritto nel Purgatorio da Dante come “cacciator” di carne umana (Pur. XIV, vv. 58-66).
L’esercito a supporto dei fiorentini esiliati fu duramente sconfitto, e i superstiti batterono in ritirata per rifugiarsi nel già citato Castello di Montaccianico, che resistette all’assedio della Repubblica fino al 1306.
Del Castello di Pulicciano sono arrivati fino a noi pochi resti delle antiche mura, mentre l’importante battaglia appena descritta è ricordata da una targa commemorativa posta sulla facciata della Chiesa di Santa Maria a Pullicciano, sorta nel luogo dove si trovava il castello.

Lasciata alle spalle Pulicciano, il nostro itinerario prosegue in salita e attraversa le località di Ronta, Madonna dei Tre Fiumi e Razzuolo. Nel pittoresco borghetto della Madonna dei Tre Fiumi si trova l’antico Mulino Margheri, risalente addirittura all’anno 845 d.C., che lavora senza energia elettrica sfruttando l’acqua del torrente Razzuolo.

Conquistato il passo della Colla, a un’altezza di 913 m slm, la strada scende verso i villaggi di Casaglia e Crespino del Lamone, per arrivare infine all’ultimo paese toscano di questo percorso, Marradi, una tranquilla località attraversata dal fiume Lamone, fiume che sfocia proprio a Ravenna.

Marradi è famoso soprattutto per aver dato i natali al poeta Dino Campana (1885-1932) e per il suo prelibato Marrone. Nel centro storico si trovano il Palazzo Torriani, oggi residenza d’epoca con opere di Galileo Chini e Silvestro Lega, il settecentesco Teatro degli Animosi, e Piazza Le Scalelle, su cui si affacciano il Palazzo Comunale, il Palazzo Fabroni e la Chiesa del Suffragio. Entrando nella Chiesa di San Lorenzo si possono ammirare le opere del Maestro di Marradi, contemporaneo e vicino allo stile di Domenico Ghirlandaio.

Consulta il percorso della terza tappa su Google Maps.

La terza tappa a 360° su Google Street View:

Le tappe successive
In bici sulle Vie di Dante in Emilia Romagna
A Ravenna, al cospetto della Tomba di Dante
A Ravenna, al cospetto della Tomba di Dante - Credit: Federico Debetto

Dopo Marradi il percorso prosegue in Emilia Romagna. La restante parte dell’itinerario fa tappa nei borghi di Brisighella e Bertinoro per raggiungere la città di Ravenna, e si conclude idealmente di fronte alla Tomba di Dante.

Clicca qui per continuare il tuo viaggio sulle Vie di Dante in Emilia Romagna.

La mappatura del percorso a 360° su Google Street View, il percorso Google Maps, il tracciato KML, le foto e il video promozionale sono stati prodotti da Federico Debetto, fotografo certificato Google Street View, per conto di Toscana Promozione Turistica, Regione Toscana e Regione Emilia Romagna nell’ambito del progetto Le Vie di Dante.

Fonti storiche sulle vicende legate alla vita di Dante citate nell’itinerario: danteinmugello.com