Castelfiorentino
Borgo sospeso tra le dolci colline della Valdelsa, famoso per gli affreschi di Benozzo Gozzoli

Il borgo di Castelfiorentino è immerso in una campagna che oltre ad accogliere con la dolcezza del suo paesaggio, è ricca di testimonianze storico-artistiche.

Importante per la posizione strategica lungo la Via Francigena, il paese è stato un significativo feudo fiorentino sin dal 1149. Proprio qui è stata siglata la storica Pace di Montaperti, firmata il 23 novembre 1260.
La pace pose momentaneamente fine alle lotte tra Guelfi e Ghibellini all’indomani della sanguinosa battaglia di Montaperti, ricordata da Dante nella Divina Commedia come “lo strazio ed il grande scempio che fece l’Arbia colorata in rosso”.

 

Il borgo di Castelfiorentino si è sviluppato in epoca medievale e poi rinascimentale in due nuclei, uno a valle, più moderno, con la Chiesa Museo di Santa Verdiana e l’omonimo museo; l’altro più alto e più antico, dove si trova la Raccolta Comunale d’Arte, e due cicli di affreschi di Benozzo Gozzoli, ammirabili in un nuovo museo nel cuore della città, il Museo Benozzo Gozzoli, che espone affreschi e sinopie realizzate tra il 1484 e il 1490. 

Nel ciclo di affreschi di Castelfiorentino il maestro, allievo di Beato Angelico, procede all’invenzione della sinopia - un disegno preparatorio usato per la pittura a fresco e per il mosaico. I suoi lavori nei centri minori della Valdelsa sono antichi e parlano al popolo ma, nei migliori esemplari, gli consentì di approfondire una straordinaria vena poetica.

Fuori dalle mura troviamo invece la Chiesa di San Francesco, raro esempio di architettura gotica in Valdelsa e il Santuario di Santa Verdiana, riconoscibile per la sua imponente facciata barocca e dedicato alla patrona di Castelfiorentino, che nel XIII secolo visse per oltre trent’anni nella solitudine di una piccola cella, tuttora visibile all’interno della Chiesa. Oggi, la tavola raffigurante la Santa è  conservata nel Museo di Santa Verdiana insieme ad altri capolavori come la Madonna col Bambino di Cimabue e di Taddeo Gaddi.

Nella zona di Castelfiorentino, in Valdelsa, è certamente da visitare la Cappella della Madonna della Tosse, in località Dogana, dove ammirare alcuni tra i citati affreschi di Benozzo Gozzoli.

Da qui si può raggiungere in poco tempo il piccolo e suggestivo borgo di Castelnuovo d’Elsa, comune autonomo nel Medioevo, inserito al centro di un paesaggio di grande fascino, reso tale dalla cultura agronomica toscana del 700-800, di cui fu esponente di spicco il marchese Cosimo Ridolfi, con la sua tenuta di Meleto, oggi un’azienda agricola e una location magica per eventi e matrimoni privati.

Castelfiorentino viene attraversato dalla Tappa 30 della Via Francigena che da San Miniato arriva a Gambassi Terme.

Ogni anno la città di Castelfiorentino ricorda l’evento della Pace di Montaperti con una rievocazione storica che, oltre ad animare le vie del paese, offre numerosi spunti di riflessione sulla storia e le tradizioni cittadine.

Inoltre, un evento che si svolge a maggio è In/canti e banchi. Un fine settimana in cui cantastorie, musici, attori, maghi e illusionisti, invadono e accendono il centro storico con spettacoli inediti che traggono spunto dal mondo del teatro di strada e del circo.

Inoltre, nel primo weekend di ottobre, Castelnuovo d’Elsa - una frazione di Castelfiorentino - diventa lo scenario di questo evento che combina la valorizzazione del percorso della Via Francigena, attraverso escursioni a piedi e in bicicletta, e la rievocazione di antichi giochi e mestieri medievali.

Ottima in questo territorio è anche l’enogastronomia, con molti prodotti tipici tra cui la cipolla di Certaldo, il pane di Montaione e i formaggi come l’antico pecorino del borgo di Lucardo. 

In quanto terreno fertile per le produzioni di vino e olio eccellenti, vi sono stati individuati anche veri e propri percorsi enogastronomici come la "Strada dell’olio e del vino del Montalbano – Colline di Leonardo".